4 errori da evitare per aprire un'impresa

4 errori da evitare per aprire un'impresa
Creare la propria azienda non s’improvvisa. È necessario avere un’idea del progetto e sapere come realizzarlo. Nel caso contrario, la vostra impresa non reggerà molto. E per aiutarvi, Wizbii vi condivide i quattro errori da evitare assolutamente per aprire un’impresa. I primi due consigli riguardano la fase di preparazione, e sono degli scogli che i giovani imprenditori incontrano quasi quotidianamente. Gli ultimi due sono degli errori che riguardano la gestione dell’impresa, una volta aperta.

Errore 1: Fare l’indagine di mercato solo su Internet

Conoscete sicuramente il proverbio “non mettere il carro davanti ai buoi”. Per quanto riguarda la creazione aziendale, quest’espressione è molto pertinente. Dopo 5 anni di esistenza, solo il 50% delle imprese sopravvive, e il 15 à 25% per le startup. Le vostre possibilità di successo sono dunque, sfortunatamente, piuttosto povere. Ci sono moltissime ragioni per le quali un’idea d’impresa non funziona. Ciononostante, esiste un fattore che potete controllare e che può farvi avere un maggiore successo: è l’indagine di mercato. Quando è fatta sul serio, cioè incontrando potenziali clienti e attori del settore (concorrenti, fornitori, ecc.), l’indagine di mercato vi permette di verificare la validità della vostra idea, confermando l’esistenza del mercato adatto ai vostri prodotti e servizi. creazione, impresa, azienda, imprenditore, imprenditorialità, lavoro, carriera, studente, giovane laureato, consigli Sfortunatamente, troppi giovani imprenditori si accontentano di fare la loro indagine di mercato su internet. Grandissimo errore! Certo, imparerete molte cose interessanti sul sito dell’Istat o realizzando un sondaggio a distanza ma questo non può sostituire quello che imparerete incontrando un futuro concorrente o parlando con qualcuno interessato nei vostri prodotti.

Errore 2: non valutare il punto di pareggio in unità

Non dovete per nulla essere un esperto in contabilità per aprire un’impresa. Tuttavia, c’è un costo che dovete assolutamente valutare quando realizzate il vostro primo business piano: si tratta del punto di pareggio. Il punto di pareggio è il valore che indica la quantità di produzione o di fatturato, necessaria a coprire i costi sostenuti. Perché è importante? Semplicemente perché il fatto di calcolare la soglia di redditività in unità piuttosto che in cifra di affari, vi permette subito di sapere se il vostro business model è raggiungibile o no. Prendiamo un esempio. Ammettiamo che vogliate aprire un ristorante e che abbiate estimato il vostro punto di pareggio a 365k€ e che il prezzo medio di un pranzo sia di 15€ a persona. Prese da sole, queste cifre non rappresentano niente. Calcoliamo ora il vostro punto di pareggio per cliente al giorno: 365k€ / 365 giorni / 15€ a persona = 67 clienti al giorno. Questa cifra è ora più utilizzabile. creazione, impresa, azienda, imprenditore, imprenditorialità, lavoro, carriera, studente, giovane laureato, consigli In fatti, ancora prima di lanciarvi, potete paragonare il numero di tavoli che avete nel vostro ristorante con il numero totale di clienti da avere per essere redditizio. Se è troppo alto, inutile lanciarvi. Potete anche usare questa cifra per valutare le vostre possibilità di successo nel corso dei primi mesi di attività: se dopo sei mesi di attività avete solo 15 clienti al giorno, è forse meglio fermarvi subito prima di passare due anni a impegnarvi per un’azienda che non sarà sicuramente mai redditizia. Tuttavia, se siete a più di 60 clienti al giorno, avete grandi possibilità che la vostra impresa sia redditizia.

Errore 3: fare tutto da solo

Non mancano le cose da fare quando si gestisce un’azienda. Se volete crescere velocemente, c’è un unico segreto: liberatevi dei piccoli incarichi per dedicarvi completamente allo sviluppo dell’impresa. Non cercate di fare tutto da soli: esternalizzate! Quando e cosa esternalizzare? Tutto dipende dal tipo d’impresa che aprite. Personalmente, uso il metodo seguente: un incarico deve essere esternalizzato quando non rappresenta il cuore dell’attività e che il costo d’esternalizzazione è doppiamente inferiore al costo interno. Il costo interno rappresenta semplicemente lo stipendio della persona che realizzerà l’incarico all’interno dell’azienda, moltiplicato per il tempo dedicato all’incarico. creazione, impresa, azienda, imprenditore, imprenditorialità, lavoro, carriera, studente, giovane laureato, consigli L’esempio tipico dell’incarico da esternalizzare è la ricerca di documenti su internet o le prenotazioni per un viaggio di affari. Per questo genere d’incarichi, potete facilmente trovare un freelance che sia felice di farlo al posto vostro.

Errore 4: sotto valutare il tempo dedicato alla gestione

L’ultimo errore da evitare è un classico. Prevedete il vostro piano di azione per la settimana a venire e vi dite: “Ok, questa settimana mi occuperò di A, B et C” … poi arriva il fine settimana e avete a malapena finito la parte A. Perché? Semplicissimo: uno dei vostri clienti ha bisogno di una modifica su un progetto che pensiate avere concluso, il vostro commercialista ha bisogno di documenti che non trovate più, e avete dovuto prendere contatto con alcuni clienti in ritardo con il pagamento, ecc. creazione, impresa, azienda, imprenditore, imprenditorialità, lavoro, carriera, studente, giovane laureato, consigli Esagero un po’. Ma una cosa è certa, quando si parla d’imprenditorialità, le cose non vanno mai come avevate previsto. Fa parte del gioco e dovete assolutamente anticiparlo, evitando di essere troppo aggressivi nei vostri piani d’azione, prevedendo un po’ di margine, altrimenti rischiate di ritrovarvi a fine anno con un serio sfasamento tra gli obiettivi previsti e quelli veramente realizzati. Spero che questi consigli vi siano stati utili. Per qualsiasi domanda o se volete condividere anche voi i vostri consigli ed esperienze, non esitate a commentare l’articolo! :)