Amusicalplace: la startup per gli appassionati di musica che non vogliono rinunciare mai!

Amusicalplace: la startup per gli appassionati di musica che non vogliono rinunciare mai!
Qualche anno fa arrivava sul mercato AirBnb, sapete quella startup leader nel settore degli affitti temporanei… un modo innovativo e rivoluzionario di dare in prestito i luoghi in cui teniamo. Questa sharing economy si sta insinuando nelle abitudini quotidiane, e questo una startup l’ha capito e ha colto al volo l’occasione. Non è più questione di case ma di strumenti musicali: sì, è arrivata la startup dedicata agli appassionati di musica che non vogliono rinunciare al piacere di suonare, dovunque siano. Un concetto nuovo, originale e innovativo che sta seducendo sempre più persone a New York dove la startup ha la sua sede. Diamo il benvenuto ad Amusicalplace, startup italiana creata con passione, entusiasmo, ostinazione e determinazione da Salvatore e Chiara, intervistati per il Daily Wiz. Allora cos’è Amusicalplace? E in che cosa sta rivoluzionando il mondo della musica? Buongiorno Salvatore e Chiara. Prima di tutto, potete parlarci del vostro percorso? Salvo: Sono laureato in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Torino. Ho svolto la mia tesi di laurea magistrale a San Francisco, alla University of California di Berkeley. Tutt’ora, ogni giorno, ringrazio di aver fatto questa scelta perché ha cambiato totalmente la mia visione sul mondo del lavoro, sulle possibilità e sulle prospettive che effettivamente mi venivano offerte. Oltre ad aiutarmi a sviluppare le abilità e la consapevolezza necessarie ad affrontare progetti complessi e multidisciplinari. Tornato dagli Stati Uniti quindi, mi sono laureato nel più breve tempo possibile e ho iniziato l’avventura da aspirante entrepreneur. Prima a Milano dove sono entrato in contatto con l’ambiente italiano e poi mi sono subito trasferito a New York. Chiara: Sono un ingegnere edile e il mio percorso universitario e professionale è simile a quello di Salvo dato che abbiamo svolto insieme la tesi di laurea e dopo essa abbiamo iniziato a lavorare insieme. L’esperienza a San Francisco è stata determinante, mi ha aperto gli occhi e soprattutto la mente. Dopo questa avventura, dopo essere stata contaminata dalla mentalità e dall’entusiasmo della Silicon Valley ho capito che non è inusuale pensare di realizzare qualcosa che prende forma nella tua testa. Quindi se l’università mi ha dato le competenze tecniche e un metodo per imparare qualsiasi cosa, l’esperienza in Silicon Valley mi ha dato la spinta nel decidere di creare qualcosa di mio, mi ha spinto a non aver più paura di realizzare le mie idee. Mi ha fatto capire che non è sbagliato decidere di non seguire il percorso professionale che sembra più naturale e che se credi in qualcosa devi provare a realizzarlo. Concordo pienamente! Detto così sembra facile, ma ci vuole tempo e determinazione per realizzare i propri sogni e progetti... Comunque è un bel messaggio da trasmettere ai giovani imprenditori :) Avete dunque creato insieme Amusicalplace. Potete dircene di più su questa startup? Come funziona esattamente?

Amusicalplace, è il futuro Airbnb degli strumenti musicali e non solo.

L’idea è quella di mettere in contatto persone già intimamente legate tra loro dalla passione per la musica e permettere loro di condividere un patrimonio immenso, sia materiale che tecnico e generare nuove possibilità dove ora ci sono solo ostacoli geografici, economici, e anche ostacoli mentali. I musicisti sono gelosi dei loro strumenti e non tutti vedono di buon occhio il fatto di dover affidare il proprio strumento in mani estranee. Ma si sa fino a qualche anno fa era impensabile far entrare a casa propria degli sconosciuti ed offrirgli totalmente l’utilizzo dei luogo a cui teniamo di più, ovvero la nostra casa. Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Abbiamo intenzione dunque di seguire un percorso che alla fine ci permetta di fornire uno strumento di condivisione per le persone, far in modo che chiunque possa suonare, in qualunque occasione, ogni qualvolta ne senta la necessità e ovunque si trovi nel mondo. E quando parliamo di persone intendiamo veramente tutti, musicisti, tecnici, band, semplici appassionati e anche chi non ha mai suonato una nota in vita sua ma pensa che non sia mai tardi per imparare. Amusicalplace potrebbe dare la possibilità di scegliere uno strumento, tra decine di tipi differenti. È un'idea innovativa e veramente interessante, e speriamo che diventi presto famosa! 👌 E riguardo all'idea, cosa vi ha convinto a creare la startup?  Salvo - Mi sono accorto di essere attratto in modo irrefrenabile dalla possibilità di creare dal nulla, qualcosa che la gente possa trovare interessante e utile da utilizzare nella vita di tutti i giorni, qualcosa che partendo dal basso possa diventare straordinario. Questa mia visione si è subito contrapposta all’idea di una carriera “standard” in ambito ingegneristico, anche se molto interessante, ma caratterizzata dal portare avanti le idee e le aspirazioni di altri. Chiara - L’idea di Amusicalplace è nata davvero per caso e da una necessità, come avviene spesso. Avendo viaggiato molto negli ultimi anni ed essendo dei musicisti (non professionisti) ad ogni trasferimento si presentava sempre il solito problema, come porto con me il mio strumento? È costoso, scomodo e in alcuni casi impossibile (io suono il pianoforte...). Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Salvo - Tuttavia è allo stesso tempo frutto di un modo particolare di vivere la realtà. È fondamentale se vuoi fare questo lavoro riuscire a vedere la realtà con occhi diversi, essere sempre attento e pronto a cogliere quelle sfumature della vita quotidiana che andrebbero migliorate, individuando i bisogni delle persone e migliorando la loro vita quotidiana. Sono molte le critiche che vengono mosse agli startupper, ma la più diffusa è quella di pensare che quello che producono siano solo app inutili per ogni cosa. Per fare questo lavoro è dunque necessaria una sensibilità particolare nei confronti della realtà, dei modi di vivere della nostra società è una grossa propensione alla mobilità, poiché vedere città e stili di vita diversi ti apre un mondo di opportunità.

Non aver mai paura di chiedere o di raccontare la tua idea. Ogni incontro può riservarti le sorprese più inaspettate.

Lavorare nel settore musicale è sempre stato il vostro obiettivo professionale? Salvo - In realtà la musica è stata da sempre una passione sia mia sia di Chiara. Ho iniziato da ragazzino a suonare le prime note sulla chitarra elettrica di mio fratello. È a lui che devo gran parte della cultura musicale che possiedo. La musica mi ha accompagnato sempre, ho suonato in una band durante gli anni del liceo, ho studiato chitarra elettrica, ma è sempre stata una passione e non ho mai considerato l’ipotesi che potesse diventare qualcosa di più. Adesso invece sto esplorando gli aspetti legati alla produzione musicale e all’industria musicale in generale. Questo oltre ad essere molto interessante è una parte fondamentale del nostro percorso, che ci permette di comunicare con i partners che stiamo cercando di attirare e ci fa acquisire la credibilità necessaria. Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Chiara – Anche nel mio caso la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Mia madre racconta che ho iniziato a suonare il pianoforte quando ero molto piccola. A casa avevamo un pianoforte a coda tanto antico quanto scordato e io passavo ore a schiacciare i tasti e cercare di comporre melodie. Così i miei genitori decisero di iscrivermi a lezioni di piano. Purtroppo i miei insegnanti sono stati troppo accademici e dopo molti anni mi hanno portato a decidere di lasciare le lezioni e continuare da autodidatta, facendo sì che la musica restasse solo una passione. Amusicalplace è invece l’anello di congiunzione tra ciò che mi piace fare e ciò che so fare. Siete fortunati a potere lavorare in un settore chi vi appassioni, è una bella opportunità di carriera :) Ciononostante, il settore musicale deve essere molto concorrenziale. Come vi distinguete dagli eventuali concorrenti? Qual è la particolarità di Amusicaplace? I concorrenti come in ogni business ci sono e guai se non fosse così. Amusicalplace non mira a diventare un portale di noleggio, ma un luogo di condivisione e crescita personale e/o professionale. La particolarità di Amusicalplace è quella di mirare a creare opportunità là dove non ci sono. Grazie alla sinergia con portali di crowdfunding per musicisti ed etichette discografiche indipendenti con cui stiamo iniziando a collaborare, miriamo a creare per tutti i musicisti la possibilità di poter suonare davvero dall’altra parte del mondo in modo nettamente più semplice. E vorremmo incoraggiare tutti gli appassionati di musica ad avvicinarsi ad uno strumento, grazie alla condivisione dell’esperienza e delle conoscenze di chi è disposto a prestare il proprio strumento.

La concorrenza spinge sempre a dare il meglio e a trovare soluzioni innovative.

Quali sono le difficoltà che incontrate nella vostra attività e come fate per affrontarle? Sicuramente è capire quale sia la strada giusta da percorrere. Sono stati scritti molti libri che spiegano cosa sia una startup e quali siano le prassi da seguire, tuttavia i casi di maggior successo sono quelli in cui i co-founder e collaboratori hanno avuto la capacità e la sensibilità di capire quale fosse la strada da percorrere soprattutto uscendo fuori dagli schemi. Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Uscire dagli schemi e battere sentieri inesplorati non deve essere per forza un requisito, tuttavia quando si parla di innovazione non si può neanche pretendere che seguire un percorso già battuto ti conduca necessariamente al successo. La difficoltà più grande è quindi quella di cercare di capire cosa può giovare o meno alla propria attività ed eventualmente imparare dagli errori. (...) Ma la cosa più difficile in assoluto di questo lavoro è non perdere l’entusiasmo, perché molte porte ti vengono chiuse, tante sono le persone che non credono che il tuo progetto possa avere successo (a volte non credere in una cosa è molto più semplice), tante sono le persone che non condividono i tuoi obiettivi, ma l’ostinazione e la determinazione sono i compagni di viaggio fondamentali per un aspirante entrepreneur. La startup ha la sua sede a New York. Come mai avere scelto di lanciare il tuo progetto negli Stati-Uniti? New York è un'icona del mondo della musica. È quasi impossibile fare un elenco dettagliato degli eventi e degli artisti di fama mondiale che i suoi luoghi hanno ospitato. Abbiamo subito pensato alla possibilità di creare un ponte tra gli Stati Uniti e l’Italia a beneficio dei musicisti italiani o di chiunque voglia cogliere una occasione per suonare qui. Parlando del lato business, la “Silicon Alley” (così è chiamato l’ambiente newyorkese legato al mondo delle startup) ha sperimentato negli ultimi anni una crescita che dal punto di vista degli investimenti ha pochissimo da invidiare alla più gettonata “Silicon Valley”. Una startup all’early-stage come la nostra, qui a New York può contare di accedere con un buon prodotto a ogni genere di programma di supporto e accelerazione. Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Qual è il vostro business model? Fate delle partnership con dei musicisti o negozi di musica/case discografiche? Il nostro modello di business è quello tipico della sharing economy. Una fee sarà trattenuta dalla transazione, ma solo quando riterremo che il servizio che forniamo dia effettivamente un valore aggiunto alla nostra community. Le partnership sono un aspetto importantissimo di una startup soprattutto allo stadio iniziale. Ma prima di tutto ci stiamo dedicando a creare una community solida che ci possa aiutare concretamente a sviluppare un prodotto scolpito sulle esigenze delle persone che hanno iniziato ad usare la piattaforma: chiediamo ad ognuna di fornirci il proprio punto di vista, che teniamo molto in conto nelle nostre scelte. Centinaia di pareri costituiscono per noi una base solida da cui partire e permettono di plasmare un prodotto in base alle esigenze di chi poi deve effettivamente utilizzarlo. In effetti è importante per proseguire, continuare a migliorarsi e rispondere sempre meglio alle aspettative degli utenti. Riguardo al target giustamente, chi sono gli utenti di Amusicalplace? Amusicalplace nasce con l’intenzione di amplificare una necessità. Questa necessità risuona dentro di noi come un motto che si è trasformato oggi nella nostra vision. Gli strumenti musicali dovrebbero essere ovunque, ogni volta che prevale l’esigenza di esprimere le emozioni e la passione attraverso la musica. Amusicalplace concede un’occasione a chi vuole fare musica, a chi non vuole mai rinunciarci. Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Che riscontri hai del progetto? Globalmente, piace al tuo target? Tutti i musicisti che abbiamo contattato fino ad ora hanno risposto positivamente. Gli abbiamo chiesto di darci pareri e soprattutto critiche per aiutarci a migliorare il servizio, in modo da plasmarlo sulle reali esigenze di chi la musica la vive tutti i giorni, sia per passione che per lavoro. La realtà è che la sharing economy si sta naturalmente insinuando nel nostro modo di pensare e nelle nostre abitudini. Negli Stati Uniti è ormai una realtà consolidata che fa parte della vita quotidiana. In Italia, le novità arrivano un po’ dopo ma siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla reazione dei musicisti che abbiamo contattato. Hanno accolto con molto entusiasmo questa possibilità alla quale non avevano mai nemmeno pensato. Resta ancora per qualcuno la “gelosia” del proprio strumento, ma il nostro obiettivo è appunto quello di creare una community di persone che si fidano gli uni degli altri, poiché i membri sanno come suonare e trattare uno strumento. Quali sono gli obiettivi per il futuro? Le prossime tappe per sviluppare la start-up? Abbiamo già raggiunto il primo obiettivo, quello fondamentale per iniziare, cioè fornire una piattaforma funzionale e sicura. L’obiettivo è sicuramente quello di puntare in alto. Questo è il motivo che ci ha spinto a lasciare l’Italia e a esplorare la strada degli investimenti qui negli Stati Uniti. Di certo sarà una cosa tutt’altro che semplice. E abbiamo già avuto modo di valutare questo in alcuni incontri che abbiamo avuto a New York con investitori. Quali sono i vantaggi a essere imprenditore? Gli inconvenienti? E stato facile sviluppare il progetto? Sappiamo tutti benissimo che la vita è fatta di sfide. A volte le scegliamo noi ma la maggior parte ci vengono imposte. Vogliamo confrontarci con sfide sempre più grandi, ma vogliamo essere noi a decidere queste sfide. E soprattutto come diceva qualcuno molto più “esperto” di noi, non vogliamo sprecare la vita ad inseguire i sogni degli altri. Amusicalplace, startup, progetto, imprenditori, imprenditorialità, carriera, musica, strumenti, arte, passione, lavoro Non è assolutamente facile intraprendere questa strada e pensiamo che oltre ad una fortissima determinazione sia ancora più importante la capacità di sapersi organizzare e non sprecare neanche un secondo del tempo che abbiamo. La qualità che non deve assolutamente mancare è quella di saper risolvere un problema anche se alla prima analisi sembra davvero insormontabile, anche perché se non ci sono problemi significa che si sta sbagliando qualcosa. Lo sviluppo del progetto ovviamente è stato caratterizzato da alti e bassi. Questo cammino è stato e sarà una montagna russa, dove ogni giorno sorge un nuovo problema ed occorre non solo trovare una soluzione nel più breve tempo possibile ma soprattutto la più lean e la più sostenibile sotto tutti i punti di vista. Ma in fin dei conti è proprio questo il bello di questo lavoro. La parola d’ordine è perseverare.

È necessario pensare molto, applicare la mente su altre idee, ma non fermarsi a questo, bisogna agire, sempre. 

Infine, quali sono i vostri consigli per i giovani imprenditori che vorrebbero lanciarsi ? Salvo - L’ aspetto che io ritengo fondamentale in questo lavoro e che vale in generale nella vita, è confrontarsi sempre con qualcosa di più grande di te e con molta più esperienza. Ciò che ci ripetiamo sempre è, meglio essere mediocri e potersi confrontare con i migliori, che sentire di essere i migliori solo perché si evita il confronto. Quindi è assolutamente necessario andare, anche solo per un periodo, dove il modello economico delle startup è stato “inventato”. Insomma si deve imparare dai migliori se il nostro obiettivo è fondare una compagnia che cresca rapidamente, altrimenti si rischia di non smettere mai di giocare a fare gli startupper. Chiara – Concordo pienamente, quello che posso dire a chi vuole tuffarsi in questo mondo è quello di non restare sempre nello stesso ambiente anche se può dare più soddisfazioni perché man mano ti abitui, inizi a conoscere le persone che ne fanno parte e inizi a destreggiarti ed integrarti. Uscire dalla zona di comfort e confrontarti con realtà più grandi di te è fondamentale anche se può generare frustrazione ed insicurezza agli esordi. La mia visione personale è quella d'imparare tanto da chi ha veramente creato qualcosa e non affidarsi a chi si definisce “mentor” ma non ha mai creato nulla di concreto. Non bisogna affidarsi necessariamente agli acceleratori ed incubatori perché anche se molti riservano dei buoni aspetti,alcuni di loro dimostrano solo l’intenzione di voler speculare intorno al fenomeno startup. (...) E' più importante capire cosa è giusto o meno per il proprio business, anche se può sembrare la strada più difficile da percorrere. Ma ciò che ripeto sempre a me stessa è:

Una montagna può sembrare impossibile da scalare all’inizio, ma man mano che si sale si può godere di una vista più accurata del panorama.

Sono dei bellissimi consigli che i lettori del Daily Wiz, giovani e/o futuri imprenditori, sapranno mettere in pratica ;) Grazie Salvo e Chiara per averci condiviso la vostra esperienza e i vostri consigli, e per averci fatto conoscere Amusicalplace, una startup dal concetto innovativo per tutti gli appassionati di musica che vogliono poter suonare ovunque si trovino! Siete anche voi fondatori di una startup? Vorreste condividere la vostra esperienza e i vostri consigli con i lettori del Daily Wiz? Non esitate a lasciare un commento o a contattarci :)  giovani imprenditori, progetto, social network professionale, studenti, giovani laureati