Far parte di un'associazione studentesca: una spinta per il tuo CV!

Far parte di un'associazione studentesca: una spinta per il tuo CV!
Che sia una scuola pubblica o privata, o un’università, ogni struttura scolastica ha le sue associazioni studentesche. Possono essere recenti o no, con budget e funzionamenti diversi, ma tutte condividono lo stesso obiettivo: dinamizzare la vita studentesca dell’istituto.

Distinguersi, ad ogni costo

Oggi, il CV originale e diverso che si distingue dagli altri, va di moda. Ciononostante, la maggiore parte dei candidati si assomiglia: percorso formativo più o meno generico, una serie di stage coerenti col programma di studi, qualche lavoretto universitario ; e l’esperienza all’estero, non è più considerata un punto forte ma la norma di base. Tutte queste attività, destinati a distinguerci, ci uniscono ancora di più: abbiamo tutti dei percorsi simili e siamo tutti alla ricerca della differenza che faccia passare il nostro CV prima degli altri.

Aggiungere un po’ di pratica alla teoria

Tuttavia, esiste un modo, semplice ed efficace, per arricchire il percorso universitario: fare parte di un’associazione studentesca. Primo, prendete il tempo di scoprire il tipo di associazioni disponibili nella vostra università: umanitaria, sportiva, festiva, artistica, professionale… E incontrate dei membri dell’associazione che possano dettagliarvi il loro quotidiano nell’associazione, la composizione, le loro missioni, i loro obiettivi etc. associazione studentesca, università, studenti, studiare, esperienza, lavoro, carriera, job Secondo, ascoltatevi e definite le vostre preferenze: preferisco ottenere nuove conoscenze o mettere in pratica le competenze acquisite durante il mio percorso scolastico? Questa domanda vi permetterà di aspirare a tale o tale posto nell’associazione, secondo la vostra specializzazione. Fare parte di un associazione studentesca significa scegliere di unire la teoria (ricevuta durante le lezioni) alla pratica (grazie all’attività nell’associazione), indipendentemente dal posto occupato.

Vivere un’esperienza forte

Fare parte di un’associazione è come entrare a fare parte di una famiglia, con i suoi vantaggi e i suoi inconvenienti. Siate consapevoli, prima d’impegnarvi, che quest’attività non è retribuita e che, di conseguenza, ognuno sceglierà d’impegnarsi con un’intensità diversa. Ed ecco un punto fondamentale: gestire un’associazione significa gestire una mini-azienda. Dovete dunque inquadrare un team di volontari, guidare le esigenze e i disaccordi di ognuno, gestire il programma e permettere che ciascuno trovi il suo posto. I benefici dell’associazione cambiano a secondo il posto occupato; in maniere generale, fare parte di un’associazione permette di acquisire varie competenze complementari, che girano attorno del management, la gestione della tesoreria, dell’amministrativo, della comunicazione, della logistica, l’organizzazione di eventi, la ricerca di partnership, la rappresentazione studentesca. Ogni membro fa parte di un dipartimento ben preciso ma può intervenire su un altro argomento. L’esperienza in associazione consiste dunque in questo: i progetto sono creati grazie alla diversità dei profili.

Gestire un’associazione significa gestire una mini-azienda.

Networking, ancora networking

Fare parte di un’associazione vi permetterà anche di accrescere la vostra rete professionale, non lo diremo mai abbastanza! Come le aziende, l’associazione studentesca lavora con prestatori, per soddisfare i clienti cioè gli studenti. Per alcuni progetti, l’associazione collabora anche con l’amministrazione, altre associazioni dell’università o della città. L’associazione vi mette dunque in contatto con numerosi attori che osservano il vostro modo di lavorare e con chi è giudizio rimanere in buoni rapporti. associazione studentesca, università, studenti, studiare, esperienza, lavoro, carriera, job Non trascurate nessun contatto (studente, partner, membro dell’amministrazione, etc.) poiché potrebbe fornirvi consigli o raccomandare la vostra candidatura nell’azienda o ad altre imprese.

Siate fieri del vostro impegno

Fare parte di un’associazione equivale a impegnarsi nella vita dell’università: l’associazione diventa, grazie alle sue iniziative, detentrice di valori e vettore d’immagine. In quanto membro dell’associazione, avete dunque la possibilità di fare conoscere il vostro istituto e valorizzare il vostro diploma: fate un viaggio e due servizi. Più l’attività dell’associazione sarà importante (eventi, prodotti derivati, etc.), più il sentimento di appartenenza alla scuola sarà forte e più sarete fieri del vostro impegno: impegnarsi nell’associazione permette di ritirarne benefici anche emozionali. Se lo studente associativo riesce a essere presente alle lezioni e impegnarsi nell’associazione, lavora spesso a orari diversi, a volte nell’urgenza e con poco aiuto. Questa situazione rinforza la relazione tra i membri e crea spesso delle situazioni complicate o buffe all’origine di numerosi aneddoti.

Impegnarsi nell’associazione permette di ritirarne benefici anche emozionali.

Nuove competenze per una giusta causa

E dunque, per essere chiari, perché l’esperienza associativa è così importante? Oltre a mettere in pratica le vostre conoscenze, avete la possibilità di acquisirne delle nuove e accrescere la vostra rete. Avanzate al vostro ritmo, contribuite ai progetti che avete scelto, in un’atmosfera conviviale. Se non conoscete la città, fare parte di un’associazione facilita la vostra integrazione e vi da l’occasione di farvi nuovi amici. associazione studentesca, università, studenti, studiare, esperienza, lavoro, carriera, job

Sappiate valorizzare la vostra esperienza

Fare parte di un’associazione, non è aneddotico e deve essere messo in avanti sul CV. Permette non solo di aggiungere una linea significativa, ma è sopratutto un’esperienza volontaria. Infatti, questo tipo d’impegno è molto apprezzato dal reclutatore, e rivela tratti di carattere complementari alle altre esperienze professionali. L’impegno associativo permette d’influenzare l’interpretazione del reclutatore che vede una persona professionale, impegnata, curiosa, che sa adattarsi alla struttura e ai profili con i quali collabora. Non esitate a sfruttare la vostra esperienza in associazione durante il colloquio: il reclutatore potrà così capire le vostre missioni, individuare le vostre competenze e identificare il successo e le difficoltà incontrate. Apprezzerà la vostra capacità ad analizzare i punti suscettibili di miglioramento, anche per un’attività volontaria. NB: se non esiste nessun’associazione nella vostra università, non preoccupatevi, serve semplicemente andare in prefettura. Per aiutarvi all’inizio, potete anche preparare una domanda di sovvenzione da presentare al vice-preside dell’università. Valorizzando certi tratti della vostra personalità, l’esperienza in associazione è un modo semplice per mettere in pratica o sviluppare le vostre competenze. Fare parte di un’associazione dura circa un anno e richiede polivalenza e tenacità. Può a volte essere più rilevante di uno stage, grazie alle responsabilità che conferisce. E soprattutto, nonostante le situazioni complicate (deadline, budget, relazioni umane, etc.) ricaverete di quest’impegno, solo ricordi di buoni momenti. Perché? I momenti difficili sono condivisi con tutti i membri del team e ognuno proporrà qualcosa per trovare soluzioni e trasformare questa fase di dubbi in brainstorming inventivo. E voi fate parte di un'associazione studentesca? Cosa pensate di quest'esperienza? Quali consigli vorreste condividere con i lettori del Daily Wiz? I vostri commenti sono i benvenuti :) giovani imprenditori, progetto, social network professionale, studenti, giovani laureati