Colloquio di lavoro: come rispondere alle 10 domande più frequenti?

Colloquio di lavoro: come rispondere alle 10 domande più frequenti?
Articolo scritto da Gaelle Şahintekin, Project Manager a Oban Multilingual. Dopo l’onda (o piuttosto il mare !) di CV che avete mandato a tutti gli HR Managers d’Italia, anche delle regioni più lontane, siete finalmente convocati ad un colloquio di lavoro. Congratulazioni! Sì, esattamente, la mail dice bene “convocazione” e non “invito”. Per evitare una seduta insopportabile, non c’è niente di meglio che essere preparati (purtroppo è vero, non ve lo diremo abbastanza): scoprite dunque le dieci domande più frequenti di un colloquio e preparate le vostre risposte per non essere colti alla sprovvista.

10 domande più frequenti in un colloquio di lavoro

1. “Mi parli di lei”

Un classico destinato a mettervi a vostro aggio dandovi la parola, per allentare la tensione dei primi minuti. Approfittatene per presentare il vostro percorso in qualche frase ed evocare le recenti esperienze in linea con l’attività dell’azienda. Tenete a mente che questa fase serve anche a valutare il vostro livello di linguaggio e la vostra capacità di rispondere in modo chiaro a una domanda semplice. State attenti al linguaggio del corpo e soprattutto, non lasciate il naso nel vostro CV!

2. Che cosa ha realizzato dalla fine dei suoi studi?

Inutile lanciarvi nell’enumerazione dei vostri impieghi part time. Valorizzate gli stage che avete fatto o, in mancanza di stage, spiegate con franchezza la vostra tenacia a ottenere un colloquio per un lavoro che vi motivi (questo): mostrerete così la determinazione che avete messo nella vostra ricerca di lavoro, ricentrando il dibattito sull’argomento del giorno. Prossima domanda!

Franchezza e determinazione: due ingredienti chiave per mostrare la vostra motivazione ad avere il posto di lavoro.

3. Perché ha risposto alle nostre offerte di lavoro?

Ora, tirate fuori le informazioni pertinenti che avete raccolto sulla storia dell’azienda, la sua filosofia, il suo sviluppo. Dimostrate che sapete dove mettete i piedi, senza dilungarvi per tanto, rischiando di prendere la strada sbagliata e rovinare le vostre ricerche.

4. Cosa le fa pensare di essere il(la) miglior candidato(a) per questo lavoro?

Domanda difficile. La miglior cosa da fare è parlare delle conoscenze precise imparate durante i vostri studi, insistendo sulla vostra esperienza con un ricordo dei vostri stage e ultimi impieghi. Soprattutto, non paragonatevi ad altri candidati. Colloquio di lavoro, followup, job, impiego, incontro, meeting, carriera, tenuta

5. Quali sono le sue qualità nel lavoro?

Lasciate da parte le competenze professionali e concentratevi sulle vostre capacità personali: puntualità, determinazione, reattività, spirito di squadra (o no, dipende dal lavoro), creatività, curiosità, Challenge, etc. Selezionate il campo lessicale adatto per farlo coincidere con le attese dei reclutatori.

6. Quali sono i suoi difetti?

Simmetria della numero 5, questa domanda è sempre meno richiesta durante i colloqui. Preparatela comunque scegliendo uno o due esempi che potrebbero giocare a vostro favore, con il sorriso!

7. Mi descriva un modello di giornata di lavoro ?

Una domanda per niente insignificante. Può a volte essere rivolta per un’attività ben precisa: “Come affronterebbe tale problema?”. Quest’approccio concreto permette al datore di verificare, per esempio, che avete integrato delle nozioni di sicurezza, inerenti al vostro impiego, ma anche che conoscete le realtà del lavoro che vi aspetta. Cogliete l’occasione per sviluppare le poste in gioco di un caso preciso: questo rassicurerà l’interlocutore sulla vostra capacità a preparare gli annessi e connessi di una situazione, in apparenza insignificante.

8. Dove si vede tra 5 anni?

Il reclutatore interroga la vostra ambizione professionale. Se i vostri diplomi e la vostra esperienza lo permettono, piazzatevi uno o due grandini un po’ più su del posto disponibile: mostrate così il vostro desiderio di evolvere e la vostra voglia di gestire il personale. Se vi accorgete che le vostre pretese sono sfasate rispetto alla situazione, siate più modesti evocando una promozione laterale: guida di vari progetti simultaneamente, integrazione di nuove attività, creazione di poli scientifici, etc.

Non abbiate timore di raccontare le vostre ambizioni, siate voi stessi, mostrando i vostri talenti ! 

9. Quali sono le sue pretese salariali?

Questa domanda non avviene spesso in un primo colloquio. In generale, arriva alla fine del ciclo di trattativa. Ma se il tempo stringe, certi reclutatori possono chiedervela immediatamente: informatevi dunque sugli stipendi praticati in questa professione, nella regione e per un giovane laureato (i tre criteri contano). Non chiedete al di sotto, rischierete di svalutare il vostro percorso professionale. Non chiedete pertanto un aumento del 20 o 30% quando la maggior parte delle aziende sta attraversando la crisi. Ricordatevi che la trattativa non deve per forza parlare dell’ammontare: potete anche chiedere dei vantaggi in natura (veicolo di servizio, cellulare, mensa per il pranzo, etc).

10. Ha delle domande?

Avete voglia di rispondere “no” per terminare il colloquio e scappare via, vero? Meglio rispondere con calma un grande “Sì” e fare una o due domande che avrete preparato: questo vi permette di affinare il vostro punto di vista sull’azienda e arricchire le vostre conoscenze professionali per un prossimo colloquio. Spesso una domanda pertinente e ben pensata può sorprendere il vostro interlocutore e concludere il colloquio su una nota decisiva. Preparatela come si deve! E a voi, vi hanno fatto un'altra domanda "tipica" di un colloquio di lavoro? Quali consigli dareste per prepararsi al meglio e fare buona impressione al colloquio? I vostri commenti e le vostre domande sono i benvenuti :)  giovani imprenditori, progetto, social network professionale, studenti, giovani laureati