Dall’idea imprenditoriale ad un vero e proprio business: come lanciare la tua startup?

Dall’idea imprenditoriale ad un vero e proprio business: come lanciare la tua startup?

Ogni soggetto della nostra società è caratterizzato dal fatto di possedere delle idee, chi più innovative e chi meno. La potenzialità di ogni persona è immensa, così come la propria propensione all'innovazione. Il fenomeno che ci differenza è che non tutti hanno le giuste competenze per trasformare la propria idea imprenditoriale in un business vero e proprio, o almeno non sanno come fare. Questo articolo, primo di una lunga serie di suggerimenti e spiegazioni pratiche, permette di comprendere come trasformare la tua idea.

Si è soliti dire che l'idea imprenditoriale non può essere progettata ma perviene nella nostra mente in un momento inaspettato. Tale affermazione in parte è reale se parliamo di un'idea ovviamente non complessa, ma ovviamente la stessa non sarà una idea strutturata in maniera efficace al fine di trasformarla in business.

Dunque, è necessario che dietro all'idea che un piccolo/medio/grande imprenditore ha ci sia una grossa struttura della stessa. In pratica, è necessario che l'idea sia ampliata in modo da renderla applicabile alla società. Un esempio pratico potrebbe essere l'ormai vecchio lancio della penna cancellina, ossia una penna all'epoca innovativa che soddisfaceva una necessità intrinseca per gli acquirenti di altri prodotti. L'idea imprenditoriale in questo caso era basata su una necessità, che all'epoca neppure esisteva, ma che la stessa azienda ha creato.

Dunque, è importante che l'idea imprenditoriale soddisfi una necessità per la società oppure crei una nuova necessità per il target di clienti indicato.

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Il fondamento della idea imprenditoriale, dunque, può pervenire in maniera del tutto indipendente a questi elementi, ossia attraverso una genialità (vedi smartphone), oppure attraverso lo studio delle necessità della società, ovviamente necessità non ancora soddisfatte da altre aziende, od almeno parzialmente.

Si indica che per quanto riguarda le idee innovative, che comportano un grosso cambiamento al mercato, è necessario avere grosse risorse finanziarie per avviare l'impresa. Inoltre, è anche possibile indirizzare la propria idea verso aree di business dove tale necessità è già soddisfatta. In questo caso è necessaria l'abilità dell'imprenditore a fornire un valore aggiunto al prodotto: ad esempio

♦ una qualità migliore,

♦ una funzionalità in più,

♦ una performance migliore,

♦ un prezzo minore.

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Dunque, per concludere, prima di cimentarsi in una creazione di impresa, oggetto del prossimo articolo, è necessario che l'idea imprenditoriale sia ben strutturata, e dal punto pratico deve rispondere alle seguenti domande:

♦ Cosa il prodotto/servizio può apportare al mercato in termini di valore aggiunto?

♦ Quale potrebbe essere il mio target di riferimento?

♦ Quale innovazione sto apportando al mercato? (Innovazione potrebbe essere anche un prezzo minore),

♦ Questo prodotto/servizio è già presente sul mercato? Se sì, come posso differenziarlo?

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Infine, è necessario anche rispondere a domande relative al futuro vicino del prodotto stesso, ossia:

♦ Il mio prodotto/servizio che durata di vita ha?

♦ Come posso differenziare il mio prodotto/servizio nel tempo?

♦ Cosa posso apporre in più al mio servizio l'anno prossimo/il mese prossimo? In termini di innovazione

♦ Questo prodotto che chance di mercato ha? È possibile allargare il target di clienti una volta approdato sul mercato?

Ora, dal punto di vista pratico, il quale è il fattore che interessa più ai nostri lettori, il raggiungimento dell'idea è più semplice seguendo le domande sopra fornite. Questo perché, parliamo di un'idea ancora "neonata", non complessa e non strutturata.

Rispondendo alle domande sopra indicate, l'idea risulta essere molto più semplice.

C'è da indicare, però, che in genere, un'idea strutturata sulle domande basilari è meno innovativa delle idee che nascono dall'ingegno di qualcuno. Questo però non deve scoraggiare i piccoli imprenditori, in quanto il business è formato da persone che hanno differenti caratteristiche e che possono o meno ideare un'azienda od un'attività in maniera differente, e non è detto che i risultati siano gli stessi o peggiori.

Per fare un esempio, si pensi alla Fiat (ora FCA), la quale basò la propria idea imprenditoriale su delle qualità che pervenivano dai propri ingegneri e da un contesto di mercato già avviato (vedi Ford). Nonostante sia, quindi, un'idea "simile" ad un perfetto concorrente, non è detto che l'azienda viene tagliata fuori dal mercato, anzi, in tal caso è la Fiat che con gli anni è riuscita ad acquisire un'ottima market share anche nel mercato Americano (dominato da Ford e Tesla).

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Dal lato opposto, invece, facciamo l'esempio dell'ormai caso più studiato in tutte le scuole ed università, ossia il caso Apple. Apple è stata la prima impresa a creare il cosiddetto personal computer. In questo caso, quindi, l'idea imprenditoriale è pervenuta da una mente geniale nonché futuristica e visionaria. Purtroppo, questa mente non tutti la possediamo, ma è anche vero che con la tecnologia attuale si può far di tutto.

Dunque, per concludere, non lasciatevi intimare da mercati che hanno una grossa concorrenza, ma basatevi sulle vostre capacità e conoscenze del settore. Se avete la certezza, la quale è fondamentale, di creare un qualcosa in più in quel mercato (es. differenziare l'offerta, creare un accessorio in più, aumentare le performance) il mercato verrà da voi. È la classica legge che fa muovere i consumatori da un prodotto ad un altro.

Ovviamente ci sono dei mercati in cui è difficile investire e ci sono dei mercati in cui c'è più possibilità di raggiungimento dell'offerta dei consumatori. Quali sono? Abbiamo due mesi per parlarne, segui i prossimi articoli oppure contattami tramite e-mail.

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