La (falsa?) libertà delle scelte: come trovare la propria via in modo autonomo e libero?

La (falsa?) libertà delle scelte: come trovare la propria via in modo autonomo e libero?
Eccoci arrivati al momento delle scelte. Provate a guardarvi indietro, a ripensare a tutte quelle che avete compiuto: a quale scuola iscrivervi dopo le medie, a quali amicizie mantenere, a quali fidanzati/e legarvi, a quale corso di studi seguire dopo le superiori o a quale lavoro puntare. Mettendo una mano sul cuore, quante di queste scelte pensate di aver preso in maniera completamente autonoma? Sulle amicizie e gli affetti meglio non parlare - non sarebbe questo il posto adeguato e si rischierebbe di sfociare in temi filosofici - ma sulle decisioni in ambito scolastico e lavorativo si può discutere a lungo.

Tra scuole medie e superiori…

Ho avuto modo di conversare da poco con una mamma preoccupata di iscrivere la figlia in una scuola superiore in cui venga data la possibilità di uno sbocco lavorativo immediato piuttosto di rispettare il suo desiderio di frequentare un liceo, ma credo che possa essere giusto che la famiglia abbia ancora un ruolo fondamentale nelle scelte dell'educazione superiore. Ciò che non sopporto è che conservi la stessa importanza anche anni dopo, terminata la maturità, nel momento in cui ci si trova a iscriversi a un'università. scelte, libertà, opportunità, carriera, lavoro, studente, giovane laureato, consigli, famiglia

…e tra superiori e università!

Per una decisione del genere, ho sempre creduto che gli elementi più importanti fossero esperienze passate, talento, voglia di fare e fiducia nelle opportunità future, elementi già limitanti di per sé (basti pensare che il solo fatto di aver avuto un professore di matematica dotato di scarse competenze didattiche può portare a escludere sin dal principio ogni facoltà di tipo scientifico). Tuttavia, leggendo un articolo apparso da poco qui ho scoperto come questi valori fossero sbagliati. Passione e prospettive di lavoro sono sempre elementi imprescindibili, ma non sono gli unici. Sorprendentemente, anche nella scelta dell'università sono i genitori a incidere maggiormente. Come spiegano i dati forniti da LinkedIn, i genitori influenzano i figli in circa il 30% dei casi, indirizzandoli verso facoltà più tradizionali, quelle che esistevano una volta e che permettevano al giovane laureato di sapere quale sarebbe stato il suo lavoro futuro, come giurisprudenza o medicina, o comunque verso facoltà considerate più sicure. In questo modo, però, le università più flessibili o coraggiose non vengono premiate e si rischia di andare contro la volontà del figlio, rendendolo frustrato, limitando la sua volontà e le sue capacità, ingabbiandolo in un futuro che non vuole realmente. scelte, libertà, opportunità, carriera, lavoro, studente, giovane laureato, consigli, famiglia

La famiglia, quest’esperta del mondo del lavoro

L'aspetto più terrificante, in tutto ciò, è però il fatto che non sono soltanto i genitori a desiderare un futuro simile, ma anche i figli non vogliono opporsi e si autoconvincono. Vedono il consiglio della famiglia come il suggerimento più sicuro, innalzando genitori e parenti al grado di guru del collocamento. Non sono certamente pochi i futuri ingegneri che ho visto iscriversi a ingegneria soltanto per trovare un lavoro sicuro, e non per un reale interesse!

Lasciatevi consigliare, ma niente di più

L'importanza della famiglia, anche in scelte simili, è indiscutibile, ma non deve diventare sicuramente l'elemento di maggior peso nella decisione. Si tratta, credo, di saper stabilire il limite della famiglia, da quando la sua ingerenza è un'opportunità e può aiutare a crescere a quando diventa invece un peso, un ostacolo. Sono loro che vi hanno visto crescere, quindi i consigli devono essere apprezzati, perché conoscono le vostre inclinazioni e i vostri veri interessi, ma se non c'è una reale competenza, allora è meglio lasciar perdere.

Attività di famiglia

Un discorso simile si può fare quando esiste un'attività o un'azienda di famiglia. Io, figlio di proprietari terrieri, lo so bene, ma come me condividono questa situazione molti giovani figli di padroni di aziende varie, industrie, negozi, piccole attività. Come spiegare a vostro padre, che ha trascorso una vita facendo l'avvocato nel suo studio, che il vostro desiderio più acceso è quello di diventare un pittore? È naturale che cercherà di convincere il figlio a cambiare idea, riuscendo in molti casi. E se non lo farà, emergeranno comunque conflitti, in un secondo tempo, specialmente se il ragazzo è figlio unico. Qualcuno dovrà anche tirare avanti l'attività. scelte, libertà, opportunità, carriera, lavoro, studente, giovane laureato, consigli, famiglia

Freno e opportunità

Per non incorrere in una spiacevole ira, sarà necessario chiarire subito quali sono i confini tra peso e opportunità. Un'attività del genere rappresenta un'ottima chance di tentare di inseguire i propri sogni, in quanto fornisce un comodo paracadute nel caso di fallimento: anche le facoltà con meno sbocchi lavorativi possono divenire accessibili, se si ha qualche certezza nel futuro. Ma bisogna guardarsi bene dal trasformare una possibilità che di questi tempi è come oro colato in un freno alle proprie opportunità: se non si insegue il sogno perché si vuole restare fissi a un ambito magari poco interessante, come quello che può rappresentare l'azienda di famiglia, si finirà per vivere nei rimpianti e marcire in un sogno che non è il proprio, senza essere in grado di districarsi dalle corde di quello che avrebbe dovuto rappresentare invece un salvifico paracadute. In conclusione, quindi, state attenti a valutare per bene le vostre potenzialità, i vostri interessi e le vostre ambizioni. Ascoltate chi vi consiglia - lo fa per il vostro bene - ma non dipendetene. Nessuno conosce voi stessi meglio di voi. E solo così, scegliendo la giusta via tra la dolcezza dei sogni e la concretezza della realtà, potrete essere sicuri, un giorno, di aver fatto la scelta giusta e non avere alcun rimpianto.  giovani imprenditori, progetto, social network professionale, studenti, giovani laureati