Il lavoro più felice della terra: cos'è lo Chief Happiness Officer?

Il lavoro più felice della terra: cos'è lo Chief Happiness Officer?
Questa nuova figura lavorativa sta creando un certo brusio, ma è ancora spesso oggetto di scherno e solleva diverse domande, come "Ma è un lavoro vero?" o ancora " In cosa consiste? Organizzare attività divertenti e festicciole?" In parte sì, ma in realtà questa posizione non ha come unico scopo il divertimento. Nato negli Sati Uniti, lo Chief Happiness Officer (letteralmente "responsabile della felicità"), o CHO, sta guadagnando terreno, ed inizia a comparire inaspettatamente in diverse compagnie europee, affermandosi come ruolo sempre più importante sul posto di lavoro.  

1/ Che cos'è uno Chief Happiness Officer?

Il ruolo principale di uno Chief Happiness Officer è quello di assicurare la felicità dei dipendenti sul luogo di lavoro, attraverso l'organizzazione di attività divertenti, sessioni di formazione, feste, ecc. In pratica, un responsabile delle risorse umane con un po' più di coraggio e personalità. Pare che questa figura professionale sia stata creata nella sede Google, quando un ingegnere, Chade-Meng Tan, è stato spostato nel "Team di Sviluppo del Personale" nei primi anni 2000. È stato allora che ha avuto l'idea del ruolo da "buon compagnone", che è stata poi adottata da molte altre aziende, creando una vera e propria tendenza. chief_happiness_officer-resized-600

2/ Qualità necessarie per essere un CHO

Ma quali qualità bisogna avere per essere un buonCHO? Alexander Kjerulf, fondatore del Woohoo Inc. in Danimarca e specialista del tema "felicità sul luogo di lavoro", ha spiegato al The Guardian che bisogna essere "Qualcuno che ispiri naturalmente gioia negli altri, divertente, piacevole e che abbia un sacco di energia". Oltre ad essere anche essere una persona che si interessa del benessere altrui. Tuttavia, Kjerulf consiglia di essere prudenti: molte persone potrebbero pensare che chi svolge questo ruolo sia un po' sopra le righe, è necessario, quindi, credere fortemente in se stessi e nel messaggio che si vuole trasmettere.  .

3/ Perché avere un CHO?

Al giorno d'oggi si tende a dare molta più importanza alla felicità dei dipendenti, in particolare nelle imprese che si occupano di tecnologia. Da una parte perché questo aumenta la produttività e migliora l'atmosfera nell'azienda, dall'altra perché aiuta ad attirare e trattenere i veri talenti che vengono contesi nel sempre più competitivo mondo del lavoro. Alexander Kjerulf crede che i dipendenti felici "Riescono a prendere decisioni migliori, sono più bravi nel gestire il loro tempo, e posseggono altre fondamentali capacità da leadership". Presso Google, ad esempio, questa iniziativa messa in atto per il benessere degli impiegati, ha aumentato del 37% i livelli di soddisfazione media. 

Ci sono molti ricerche accademiche, la maggior parte svolte nel Nord America, che hanno dimostrato che c'è una correlazione notevole tra un dipendente felice e il suo rendimento. Questi studi sono stati condotti da prestigiose università come il MIT o Harvard... Ad esempio, sapevate che un lavoratore felice tende ad ammalarsi di meno? Che è sei volte meno assente sul posto di lavoro? O ben nove volte più leale. -Laurence Vanhée, CHO presso  Happyformance

Oltre ad aumentare le prestazioni e la produttività, che è sempre un plus per le aziende, un lavoratore felice ha maggiore piacere di restare per più tempo nella stessa società. Come risultato, le aziende risparmierebbero denaro nel reclutare e formare nuovo personale, che altrimenti bisognerebbe assumere per rimpiazzare quelli infelici che hanno deciso di andarsene.

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Le mansioni di un CHO aiutano anche a creare un certo tipo di cultura aziendale che è sempre estremamente preziosa, e riesce, inoltre, a migliorare i rapporti tra dipendenti e gruppi di lavoro. Perciò, un CHO è un elemento importante sia per il benessere delle persone, che per l'azienda stessa. Alla fine, vincono tutti!

4/ Come si può rendere felice un dipendente?

Tutto dipende dall'azienda e dai bisogni dei suoi impiegati. Bisogna essere in grado di identificare il problema che si ritrovano ad affrontare i dipendenti, ed essere disposti ad ascoltarli in modo da trovare la soluzione più appropriata. Magari sono stressati, o l'azienda sta affrontando una difficile crisi. Sarà quindi necessario organizzare attività pertinenti, per tirarli su col morale e ispirare la loro creatività. Laurence Vanhée, un CHO in Belgio, spiega quello che rende un lavoratore felice è molto individuale:

Non c'è nulla di più personale o soggettivo. Da qui l'importanza di dare a ciascuno la libertà di organizzarsi, a seconda di cosa sia più importante per loro.

happy sheep Allora, ti è già venuta voglia di intraprendere una carriera come CHO?