L'ideale dell'ostrica e il coraggio di partire

L'ideale dell'ostrica e il coraggio di partire
Avete mai provato quella fortissima voglia di indipendenza che vi porta a sognare a occhi aperti il momento in cui avrete un lavoro e ve ne andrete dalla casa dei vostri genitori per vivere da soli? Beh, spero proprio di sì! Credo sia normalissimo provare un sentimento del genere, soprattutto se nel corso della vostra vita siete sempre vissuti nello stesso luogo e le vostre esperienze altrove si sono fermate a periodi limitatissimi nel tempo (Erasmus, viaggi di piacere…). Ma cosa può succedere se si abbandona la propria città di origine per avventurarsi in un mondo sconosciuto e costruirsi una carriera altrove? Questo articolo vuole parlare di questo, dei freni che ci costringono a stare fermi e del rischio che si corre ad allontanarsi.

Come un’ostrica, stretta vicino al proprio scoglio

L'ideale dell'ostrica consiste proprio in questo. Sicuramente chi ha finito da poco la maturità se lo ricorderà perfettamente, dato che è stato introdotto da Verga: è il desiderio, tipico delle fasce della popolazione più basse (ma io direi, in fondo, di tutti) di restare vicini alle proprie città, ai paesini in cui si è nati e di vivere una vita tranquilla, senza scossoni, magari proseguendo il lavoro del padre o della madre. indipendenza, ostrica, partire, casa, carriera, lavoro, studente, giovane laureato, opportunità, coraggio, esperienza È il pensiero tipico che ci impedisce di allontanarci da dove siamo nati, perché lì siamo sicuri, protetti, conosciamo tutto e tutti e siamo circondati dall'affetto dei nostri cari. Si tratta di una confort zone perenne, in fin dei conti, perché lì sappiamo di non correre alcun rischio.

Le conseguenze più disastrose

Ma come sarà una vita vissuta in questo modo, senza mai muoversi? Ne ho visti molti, che non hanno nemmeno mai pensato di scansarsi dal proprio destino. Vivendo in una valle prevalentemente abitata da piccoli agricoltori, per me è ormai all'ordine del giorno che il figlio segua le orme del padre e diventi un contadino modello. E il contadino, si sa, è legato in maniera indissolubile alla sua terra. Esiste, in questi individui, un sentimento che è misto di rassegnazione e di piena soddisfazione. Da una parte, infatti, la strada già pronta non lascia via di scampo: si nasce in un modo e si sa già di morire così come si è nati, con una mancanza di ricche esperienze e di opportunità.

Hakuna matata, una vita senza pensieri

Da una parte, una via di questo genere può essere vista come invidiabile, in quanto permette di mettere da parte ansie, paure e insuccessi, elementi che, se eccessivi, possono rovinare la vita, e soprattutto di non essere costretti a scegliere, dato che il momento della scelta fa paura a tutti, chi più chi meno.

E dall’altra? Be brave

D'altra parte, cosa aspetta chi decide di fuggire da una vita già prestabilita? Non si tratta di fare una breve esperienza di Erasmus o di tirocinio all'estero. È una scelta definitiva, che prevede di essere davvero coraggiosi, di saper dire addio ai propri affetti. Questo è infatti il primo scoglio da superare, prima di partire: dirlo alla famiglia e convincerli che è la scelta migliore per il proprio futuro. E a questo seguiranno liti, pianti… Si correrà il rischio di perdere il supporto familiare, che ci è sempre stato donato incondizionatamente. E poi, gli amici, i compagni. Non è facile mantenere vivi i rapporti di amicizia che sono esistiti da una vita per il tempo di una laurea fuorisede, figuriamoci nel caso in cui si debba dire addio quasi per sempre, destinati a una nuova città o all'estero. Tabula rasa, si ripartirà da zero, il 90% dei casi da soli.

La fama, la speranza

Ma quali sono i vantaggi? Il principale è la speranza, che non è una cosa da poco al giorno d'oggi. Quasi nessuno è mai riuscito a diventare grande senza muoversi dal proprio paesino; per avere speranza di diventare famosi, celebri, grandi è un passo necessario, anche se doloroso. indipendenza, ostrica, partire, casa, carriera, lavoro, studente, giovane laureato, opportunità, coraggio, esperienza Inoltre, altro grande pregio è l'indipendenza. La vita in famiglia è legata a una serie di obblighi che a lungo andare possono diventare fastidiosi. Chi decide di andarsene può stabilire i propri ritmi e non tenere più conto di nessuno, se non di se stesso.

E cosa fare ora?

Entrambe le scelte, per concludere, sono accettabili. Per come la vedo io è uno scontro quasi epico tra prudenza e spregiudicatezza, tra sicurezza e rischio, tra certezze e paure. Tra una vita tranquilla e felice e una scommessa difficile da vincere, ma dal grande premio. Sono due scelte accettabili, per cui non abbiate paura che la vostra vita risulti sprecata né per la troppa prudenza, né per il troppo coraggio. Cercate di cogliere le migliori soddisfazioni da entrambe e di vivere la vostra vita come un'enorme opportunità, il resto verrà da sé. giovani imprenditori, progetto, social network professionale, studenti, giovani laureati