Come usare il linguaggio non verbale nel colloquio di lavoro?

Come usare il linguaggio non verbale nel colloquio di lavoro?
Articolo scritto da Outil Conseil PME per Wizbii, tradotto dal francese. Vi vedete già (in primo piano) in perfetto e raggiante dirigente d’azienda, gestendo con un pugno di ferro (in un guanto di seta), la vostra simpatica e prosperosa attività. Ma prima di lanciarvi nella bella e allegra avventura dell’imprenditorialità, vi siete comunque candidati su internet per lavorare presso grandi e attraenti aziende (non ancora vostre, ricordiamolo!). Diciamo che, per arrotondare al centesimo, avete mandato circa 317, 38 CV e aspettato delle centinaia, o piuttosto, delle milioni di ore una risposta (positiva naturalmente). E a quel momento, ô miracolo (sì, oggi giorno i miracoli assomigliano a questo), siete convocati (finalmente!!) a… una merenda di compleanno sabato prossimo alle 16… ma no, ad un colloquio di lavoro lunedì 8 alle 8 (almeno così, ve ne ricordate più facilmente). Bravi, congratulazioni, waouh che fortuna (dicono, con le lacrime agli occhi, i vostri amici disoccupati e gelosi), congrats, applausi! Sì ma no, perché tutto questo non fa altro che cominciare, e sentite già arrivare lo stress Pré-colloquio. Attenti perché con troppo stress tutti i vostri piccoli difetti rischiano di farsi notare il giorno del colloquio. Per tanto, niente panico, trovando il giusto equilibrio tutto ciò dovrebbe andare bene (o almeno andare). linguaggio non verbale, colloquio, lavoro, carriera Solo per voi, sicuramente siete fortunati, ecco un riassunto dei: “Questo può andare / ah sì, farai un furore!” e dei “hai dimenticato questo, sei finito se fai / dici questo durante il colloquio”. Forse lo sapete già, ma nell’ambito della comunicazione, non contano solo le parole. Infatti, tutti i vostri gesti, attitudine, mimiche (dunque tutto il non verbale) traducono dei messaggi, volontari o no, che costituiscono pienamente un modo di comunicazione. Si chiama la “Comunicazione non verbale” o “Linguaggio non verbale”. Questi gesti, coscienti o incoscienti, che accompagnano il vostro discorso verbale, possono servirvi ed essere dei fattori valorizzanti per la vostra candidatura. Possono ugualmente rivelare dei comportamenti che non faranno di voi IL candidato ideale, allora attenzione!

Da fare

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Le attitudini corporali positive

  • Lo sguardo franco e diretto (non guardate i vostri piedi, mani, la penna o i fogli durante il colloquio). E sempre preferibile, anche imperativo, guardare il suo interlocutore (non c’è niente di più fastidioso di una persona in fronte a voi che guarda di lato o dietro senza incrociare il vostro sguardo). Siete timidi o impressionati, non è una scusa! Respirate con calma, bevete (nessuno potrà rimproverarvi di prendere una bottiglietta d’acqua o di chiedere / accettare un caffè al momento dell’arrivo) e alzate gli occhi! Ovviamente, mantenete quest’attitudine, anche se il reclutatore non fa lo stesso. Dovete sapere suscitare l’interesse!
  • La famosa stretta di mano: deve essere ferma e rilassata (sì, è possibile). Allenatevi con i vostri amici, serata divertente garantita!
  • Il sorriso: Dopo avere ovviamente controllato la vostra dentatura allo specchio con eventualmente uno spazzolino da denti, siete pronti per il vostro più bel sorriso. Ciononostante, nessun bisogno di farne troppo, siate naturali ++ (cioè sorridenti ma non troppo e soprattutto ai momenti giusti poiché, attenzione, sorridere non significa per forza ridere). Ancora una volta, tutto è questione di dosaggio.
  • Sappiate che la vostra tenuta (vestiti / capelli / trucco) è un elemento importante nella comunicazione non verbale: come sempre, deve adattarsi alla situazione e al posto per il quale vi presentate. A voi di studiare lo stile dell’azienda e di scegliere la vostra tenuta in funzione (una tenuta pulita, gradevole da indossare e da guardare, che traduca la vostra personalità – un piccolo tocco di colore per rallegrare una scelta classica, etc. E pensate che, se fa caldo, sarete più al vostro aggio in giacca, dunque riflettete bene alla maglietta da indossare sotto).
  • Piccolo bonus: come in materia di profumi, gli stili sono molto diversi e che non conoscete quelli del vostro pubblico, meglio non metterne affatto (o allora leggermente). Certo, volete fare buona impressione ma nel modo giusto. È nel vostro interesse distinguervi con le vostre competenze, la vostra motivazione, il vostro dinamismo e le vostre qualità relazionali piuttosto che con troppo profumo.
  • Arrossite facilmente? Sì, lo so, anch’io, ma smettetela di pensarci e andrà già molto meglio.

Da non fare

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  • Mani e viso: spesso non sapete cosa fare delle vostre mani e con un po’ di stress, vi ritrovate a metterle in bocca, rimettere una ciocca a posto, mettersi le mani davanti alla bocca quando si sorride, toccarsi l’orecchio o il naso. È poco gradevole per il vostro interlocutore d’assistere a questo genere di mimiche, che vi deconcentrano, anche se non ve ne rendete conto. Dimenticatele poiché sono delle attitudini parassiti che, invece di farvi rimanere concentrato sul vostro discorso, vi fanno perdere energia e persino il filo della frase!
  • Il clic della penna, la masticazione della gomma (non è necessario sviluppare, è già chiaro).
  • Le attitudini invadenti: Siccome non sapete cosa fare delle vostre mani, potete senza alcun problema appoggiarle sul tavolo, (da evitare ovviamente i gomiti con la testa appoggiata sopra! Avete il diritto di essere stanchi o in ammirazione ma non siete in anfiteatro, né davanti a Brad Pitt!) o servirvene per parlare (con moderazione, non state recitato per una pubblicità né a l’arbitro di calcio!). Non siate dunque troppo invadenti. Rimanete nel vostro spazio, evitando di avvicinarvi troppo con i vostri gesti. Lo stesso vale per i vostri effetti personali: cappotto, penna, fogli…
  • Le attitudini familiari: dobbiamo per forza precisare che l’occhiolino e la pacca sulla schiena non sono i benvenuti ?!
  • Il colpo d’occhio veloce al vostro orologio o cellulare: riguardo al telefono, è meglio lasciarlo in tasca, (spento andrebbe meglio! Siete a un colloquio dunque pensare a comprare del pane per pranzo, cancellare una foto su Facebook o sapere com’era la famosa festa di ieri, che avete mancato per preparare il colloquio, non sono nelle vostre priorità).
  • Sempre riguardo al telefono: Siate attenti alle chiamate effettuate subito dopo essere usciti dal colloquio, soprattutto se siete ancora nel corridoio o davanti all’ufficio. I muri e le finestre sono meno spessi di quello che immaginiate e non sapete chi conosce chi nell’azienda. Sarebbe stupido rovinare tutto proprio ora!
Eccovi pronti ad affrontare con serenità il vostro colloquio! Una buona notte di sonno il giorno prima, un tic-tac prima di entrare e tocca a voi! lavoro, impiego, wizbii, stage, opportunità, offerta